Showing posts with label exhibitions. Show all posts
Showing posts with label exhibitions. Show all posts

Wednesday, September 30, 2015

The artist Jakub Hadrava in Luková










In Luková, a small town in the heart of the Czech Republic, there is a church dedicated to St. George. The abandoned structure had fallen into disuse for at least thirty years and was falling apart until Jakub Hadrava, one final year student of the Academy of Fine Arts in Bohemia, has made its installation, attracting hundreds of tourists. 








Friday, January 2, 2015

Solo Exhibition "[in]material" di Ebro

Preview installation for Dubai Art Biennial 2014























Live performance "[in]material" di Ebro



This is the live performance that Ebro have created and directed
during his solo exhibition of video art "[in]material" di Ebro.
Preview installation for Dubai Art Biennial 2014
Performer Riccardo Costanzi.





Thursday, November 6, 2014

Live performance "[in]material" di Ebro



This is the live performance that Ebro have created and directed 
during his solo exhibition of video art "[in]material" di Ebro.
Performer Riccardo Costanzi.
June 1-2, 2014 - 17 Poio St. - Fabriano, Italy









Monday, November 3, 2014

Klein e Fontana a confronto

Fino al 15 marzo, Museo del Novecento, via Marconi 1, Milano.

Al Museo del Novecento il lavoro svolto dai due artisti tra il '57 e il '62, tra Milano e Parigi


Sunday, October 5, 2014

I MACCHIAIOLI A NEW YORK

Fino al 30 ottobre all’Istituto Italiano di Cultura di New York 
vanno in scena "I Macchaioli", una mostra curata da Marco Bertoli. Ritratti quotidiani, scene d’interno realistiche, paesaggi campestri sono i soggetti principali delle 24 opere esposte nella struttura di Park Avenue, per valorizzare il patrimonio artistico italiano e far rivalutare al pubblico statunitense il valore della pittura italiana ottocentesca. 
Si possono ammirare opere di Serafino De Tivoli, Odoardo Borrani, Cristiano Banti e ovviamente Giovanni Fattori.





Friday, October 3, 2014

Luigi Ontani

Fino all’11 gennaio 2015 
la GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita un’importante personale di Luigi Ontani, tra gli artisti più rappresentativi del panorama internazionale degli ultimi quarant’anni.

Figura poliedrica, presente sulla scena artistica dagli anni Sessanta, all’inizio del decennio seguente inizia a prendere parte e, successivamente, a imporsi nel dibattito artistico contemporaneo con i suoi tableaux vivants: performance vestite o, meglio, travestite; iconografie viventi in cui Ontani – trasformato e mascherato – impersona figure storiche, mitologiche, letterarie e popolari tra cui Pinocchio, Dante Alighieri, Giuseppe Garibaldi, San Paolo di Caravaggio, San Luca del Guercino o I Prigioni di Michelangelo.
La mostra accoglie una selezione di opere fotografiche, frutto dell’intensa ricerca dell’artistabolognese, ritenuta germinale e particolarmente significativa all’interno dello sviluppo della sua produzione.
Ontani sceglie la fotografia quale mezzo che meglio si confà a interpretare la sua opera; uno strumento che documenta le sue performance artistiche, tradotte – appunto – in fotografie dai formati diversi, recuperando una pratica che può essere fatta risalire alle interpretazioni viventi dei vangeli medievali, ai trionfi allegorici rinascimentali e barocchi, nonché ai veri propri tableaux vivants realizzati durante la rivoluzione francese anche da artisti del calibro di Jacques-Louis David e tornata in voga nei salotti della Roma di inizio XX secolo.
Ontani ricorre alla tecnica fotografica in quanto occasione per sperimentare molteplici possibilità e formulare nuove variazioni sui temi e i soggetti che più gli interessano, percorrendo così il suo viaggio “transtorico” attraverso il mito, la maschera, il nudo, il simbolo e la rappresentazione iconografica.
Reinterpretando situazioni storicamente e/o geograficamente lontane, l’artista fa rinascere le forme di celebri dipinti del passato o del rito,praticando una “poetica dell’essere altrove” che accorcia, al contempo, le distanze tra arte e vita, in cui il corpo dell’artista è sempre il soggetto, recuperando così un tema fondante in tutta la storia dell’arte, a partire dalla tradizione classica.
La mostra intende restituire la varietà di questa produzione, mostrando il susseguirsi di performance, d’après quali, tra gli altri, San Sebastiano nel bosco di Calvenzano d’après Guido Reni (1970), Meditazione après de la Tour (1970), DaviDRatto (1974-2008), Déjeunersurl’ArT (1992); opere come Bacchino (1970), Dante (1972), Pinocchio (1972), Le Ore (1975), Lapsus Lupus (1992), il dittico EvAdamo (1973-2004), e un ciclo indiano che comprende anche una serie di lavori degli ultimi anni.
Accompagna la mostra un catalogo bilingue – edito GAMeC BOOKS – che include testi di Giacinto Di Pietrantonio (Direttore GAMeC) e di Laura Cherubini (Curatore, Critico e Docente all’Accademia di Brera).

Luigi Ontani è considerato unodei più influenti e innovativi artisti italiani contemporanei.
Dalla fine degli anni Sessanta ha utilizzato mezzi espressivi differenti quali la fotografia, la performance e video, sviluppando al contempo un uso molto personale dipittura e scultura. I suoi leggendari tableaux vivants e le sculture policrome in ceramica a grandezza naturale hanno prodotto una rottura netta con la tradizione, proponendo un’interpretazione assolutamente unica.
Tra le mostre più recenti e significative dell’artista ricordiamo alcune retrospettive dei suoi video e film giovanili (Tate Modern, 2010), nuove performance commissionate dalla Serpentine Gallery di Londra (2010) e dall’Hammer Museum di Los Angeles (2011).
Una grande retrospettiva del suo lavoro è stata ospitata dal Castello di Rivoli, Torino (2011) e alla Kunsthalle diBerna (2012).
Altre mostre personali sono state ospitate al Kunstverein di Francoforte e al Groninger Museum (Paesi Bassi, curata da Jan Hoet nel 1996), al MoMAPS1 di NewYork (curata daCarolyn Christov Bakargiev nel 2001), alla Bangkok National Gallery (2002) allo S.M.A.K.di Ghent (2004), al MAMbo di Bologna (2008) e al Museo di Capodimonte, Napoli(2010).
Ontani è stato invitato alla Biennale di Sydney (1986), alla Triennale di Nuova Delhi (1991), a Manifesta (2008) e ha partecipato a sei edizioni della Biennale di Venezia (1972, 1978, 1984, 1986, 1995, 2003).


Fonte: http://www.artribune.com/dettaglio/evento/37435/luigi-ontani-tableaux-vivants/

Alberto Giacometti a Milano dall' 8 ottobre

























"Cerco di copiare quel che vedo [...] un certo sentimento delle forme che è interiore e che si vorrebbe proiettare all'esterno".

Così diceva della sua arte Alberto Giacometti, che sarà protagonista di una mostra alla Gam di Milano a partire dall'8 ottobre.

Avanguardia Russa a Torino


A Torino fino al 15 febbraio 2015 
Direttamente dalla collezione Costakis 300 opere dei rivoluzionari dell'arte novecentesca



Sono giorni di grandi inaugurazioni a Torino. A una settimana esatta dall’anteprima della mostra diRoy Lichtenstein alla Gam, oggi è toccato alla nuova sede espositiva di Palazzo Chiablese, parte del Polo Reale di recentissima istituzione, presentare la sua nuova importante rassegna espositiva, la terza, che segue, in ordine di tempo, la mostra sulla pittura italiana contemporanea, intitolata Doppio Sogno, e quella sulle opere dei Preraffaelliti provenienti dalla collezione della Tate Britain. Il nuovo episodio, dedicato alle Avanguardie Russe del primo Novecento, è di sicuro interesse, ma la sua natura più oscura e specialistica, potrebbe precludergli lo stesso enorme successo tributato a Dante Gabriel Rossetti e compagni. Si tratta, in questo caso, di una collezione di circa trecento opere, tutte provenienti dalla medesima collezione, oggi custodita al Museo di Salonicco, in Grecia, ma creata negli anni da un lungimirante e geniale ex-autista dell’ambasciata Greca, reinventatosi collezionista: George Costakis. «Per farla breve – scrive nella sua biografia del 1993 – decisi di diventare un collezionista di arte d’avanguardia. Molti tra i miei amici e parenti scossero la testa. Pensavano che stessi commettendo un grosso errore lasciando da parte le mie altre collezioni per iniziare a comprare opere che erano considerate da tutti “nonsense”. Tra la cerchia dei collezionisti di Mosca avevo un soprannome non molto lusinghiero: “il greco pazzo” che raccoglie spazzatura inutile».
Grazie a quel greco pazzo, e alla prima grande mostra internazionale della sua collezione, tenutasi al Guggenheim di New York nel 1981, i nomi degli artisti delle tante avanguardie che, nel primo trentennio del Novecento, si contrapposero al realismo socialista dettato dal regime sovietico – da Kasimir Malevič, a Solomon Niktirin e Ivan Kljun, fino Aleksandr Rodčenko– divennero noti a livello mondiale, e, i tanti movimenti a cui facevano capo – Cubo-futurismo, Suprematismo, Costruttivismo, Cosmismo e Proiezionismo – meritarono finalmente di venir nominati al fianco dei gruppi d’avanguardia europei dello stesso periodo storico. La mostra, intitolata Avanguardia Russa dalla collezione Costakis, a sottolineare l’importanza fondamentale della figura del collezionista greco-russo, con circa trecento opere esposte – tra cui dipinti, guaches e acquerelli, lavori d’arte applicata, come il pregevolissimo servizio da caffè firmato Kandinsky, documenti e un nucleo di un centinaio di disegni sull’architettura costruttivista – si propone come una vera e propria esposizione enciclopedica che, ai movimenti avanguardistici più noti, come il già citato Costruttivismo e il Suprematismo di Malevič, associa gruppi artistici meno conosciuti, ma comunque affascinanti, come La scuola di cultura organica di Michail Matjušin, o l’Elettro-organismo, in un susseguirsi di sorprese, come aveva predetto lo stesso Costakis in un’intervista del 1983: «Se un giorno questo fenomeno diverrà noto – sentenziò in riferimento alle sue care avanguardie – per il mondo sarà una sorpresa». Dal 3 ottobre al 15 febbraio, lo sarà senz’altro per la città di Torino.
Fino al 15 febbraio 2015, Palazzo Chiablese, Polo Reale Piazza San Giovanni, 2, Torino, 

Thursday, September 4, 2014

Wednesday, September 3, 2014

Burning Man Festival 2014

Si è concluso il primo settembre quello che è stato definito dagli organizzatori il più grande festival all’ aperto del Nord America, uno dei più originali e interessanti del mondo nato nel 1991.
Ogni anno i partecipanti del Burning Man Festival invadono parte del Black Rock Desert del Nevada.
Quest' anno ha richiamato circa 65.000 persone, riunite a formare una sorta di città provvisoria popolata da artisti, performers e partecipanti in arrivo da ogni parte del mondo. 
Ossimoro festivaliero, Burning Man, rappresenta una sorta di “anarchia regolamentata“: se da un lato offre a ognuno la libertà di organizzare un’esibizione, un concerto o un workshop coinvolgendo gli altri abitanti della città temporanea, dall’ altro la Black Rock City ha regole ben precise.
 L’unica forma di scambio accettata è il baratto, non si possono scattare fotografie, se non dopo aver richiesto un’autorizzazione, è proibito girare in macchina e ognuno deve allestire il proprio alloggio, spesso una tenda o un caravan.
Il nome Burning Man Festival deriva dalla tradizione di incendiare un grande fantoccio di legno durante l’ultima serata.



Tuesday, September 2, 2014

Valley Vista

Valley Vista: 

arte nella valle di San Fernando, CA. 1970-1990


August 25 - October 11, 2014

Valley Vista: arte nella valle di San Fernando, ca. 1970-1990 esamina per la prima volta il contributo unico della valle di San Fernando di storia dell'arte di Los Angeles '. La mostra e il suo look catalogo che accompagna al di là degli stereotipi della Valle come poco più di un deserto culturale di periferia, e, invece, offrono una narrazione alternativa che documenta il ruolo ancora rilevante non riconosciuta della Valle emergere di Los Angeles come centro di attività di arte contemporanea.

Sunday, August 31, 2014

MARC CHAGALL - retrospettiva 1908-1985

MARC CHAGALL - retrospettiva 1908-1985

MILANO, PALAZZO REALE DAL 17 SETTEMBRE 2014 AL 1 FEBBRAIO 2015






















La mostra "Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985" che si aprirà il 17 settembre a Palazzo Reale di Milano è la più grande retrospettiva mai dedicata in Italia a Marc Chagall, con oltre 220 opere – prevalentemente dipinti, a partire dal 1908, data in cui Chagall realizzò il suo primo quadro, Le petit salon, fino alle ultime, monumentali opere degli anni ‘80 – che guideranno i visitatori lungo tutto il percorso artistico di Marc Chagall, accostando, spesso per la prima volta, opere ancora nelle collezioni degli eredi, e talvolta inedite, a capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo, quali il MoMa, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Museo Nazionale Russo di S. Pietroburgo, il Centre Pompidou, oltre a 50 collezioni pubbliche e private che hanno generosamente collaborato.
All'interno di un rigoroso e completo percorso cronologico, la mostra si articolerà in sezioni, partendo dalle opere degli esordi realizzate in Russia; durante il primo soggiorno francese, e il successivo rientro in Russia fino al 1921; con l'autobiografia scritta da Chagall al momento del suo definitivo abbandono della Russia, si aprirà il secondo periodo del suo esilio, prima in Francia e poi, negli anni '40, in America dove vivrà anche la tragedia della morte dell'amatissima moglie Bella; con il rientro in Francia e la scelta definitiva di stabilirsi in Costa Azzurra Chagall ritroverà il suo linguaggio poetico più disteso, rasserenato dai colori e dall'atmosfera del Midi. 
La mostra Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985 è promossa dal Comune di Milano-Cultura, è organizzata e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, Arthemisia Group e GAmm Giunti, è ideata da Claudia Zevi & Partners e curata da Claudia Zevi con la collaborazione di Meret Meyer
#ChagallMi

Per info e prenotazioni:
T. +39 02 54911
http://www.ticket.it/chagall/

Henri de Toulouse-Lautrec, al MoMA

Dal 26 luglio al 22 marzo 2015

Henri de Toulouse-Lautrec, al MoMA

Una mostra espone oltre 100 opere di uno degli artisti più famosi della Belle Époque, che raccontò i cabaret e la vita bohémien della città











Dal 26 luglio al 22 marzo 2015 sarà allestita al Museum of Modern Art (MoMA) di New York la mostra The Paris of Toulouse-Lautrec: Prints and Posters, dedicata a uno dei più famosi artisti francesi della Belle Époque.
Henri de Toulouse-Lautrec (1864–1901) era nato in un’antica famiglia nobile francese e sin da giovane si era interessato alla pittura allontanandosi sempre di più dall’ambiente aristocratico e conservatore in cui viveva, probabilmente anche a causa dei problemi di salute e alle malattie genetiche dovute ai rapporti tra consanguinei, frequenti nella sua famiglia. Fu in parte la sua condizione che lo portò a interessarsi alle persone ai margini della società e a rappresentare la figura umana con tratti nervosi e tormentati.
In poco tempo divenne uno degli illustratori e disegnatori più richiesti di Parigi: gli vennero commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, i balletti e gli spettacoli dei café-concert – cioè i locali dove si poteva bere qualcosa e assistere a un concerto e altre performance – oltre che illustrazioni di importanti riviste dell’epoca, come la satirica Le Rire. Lautrec contribuì a rendere popolare il linguaggio delle avanguardie di fine Ottocento facendolo conoscere al grande pubblico con poster, stampe, litografie e illustrazioni, e rappresentò anche un ponte di collegamento tra la buona società dell’epoca e la vita bohémien di ballerine, scrittori, intellettuali, cantanti, e anche prostitute che affollavano i locali di Montmartre. I suoi disegni – stilisticamente ispirati alle stampe giapponesi ukiyo-e del periodo Edo (tra il XVII e il XX secolo) – raccontano molti aspetti della vita parigina: la politica, i movimenti culturali, i divertimenti dei ceti popolari e la nascita di forme di intrattenimento come i café-concert e i cabaret.
La mostra espone oltre 100 opere – poster, litografie, stampe e libri illustrati – quasi tutte conservate al MoMA, ed è la sua prima retrospettiva organizzata dal museo negli ultimi 30 anni. Curata da Sarah Suzuki, è organizzata in cinque sezioni tematiche, che mostrano argomenti particolarmente frequenti nel lavoro di Lautrec e utili per immaginare la Parigi in cui viveva. Una sezione è dedicata ai café-concerts, alle sale da ballo e ai locali notturni, come il celebre Moulin Rouge. Un’altra mostra attrici, cantanti e ballerine, come la cantante e attrice Yvette Guilbert, la ballerina Loie Fuller e l’amica Jane Avril, a cui si aggiunge un gruppo di opere dedicate alla vita delle prostitute, spesso ritratte assorte durante le pause dal lavoro. Un’altra sezione evidenzia il ruolo di Lautrec nel mondo artistico che frequentava, raccogliendo i manifesti pubblicitari per gli spettacoli, i poster per i teatri di avanguardia, e le illustrazioni per giornali e riviste letterarie. E infine, un ultimo gruppo di opere mostra i divertimenti e i piaceri di Parigi, dalle corse dei cavalli a Longchamp, alle passeggiate sul Bois de Boulogne, al pattinaggio su ghiaccio e al raffinato cibo parigino.

Saturday, August 30, 2014

Man Ray a Villa Manin

Man Ray 
a Villa Manin dal 13 settembre 2014 all'11 gennaio 2015























Arriva a Villa Manin il genio di Man Ray. 
La mostra presenta oltre 250 opere, fra fotografie, oggetti, dipinti, disegni e film sperimentali e ripercorre la vita e l’opera di uno degli artisti più significativi del Novecento, autore di vere e proprie icone del secolo scorso.
A Passariano (Udine) dal 13 settembre 2014 all'11 gennaio 2015.