Thursday, September 4, 2014

Human faces

Human faces 
Look Alien when they’re upside down. 

Krzanoo Art

Salvador Dali Tarot Card - "Death"

"As the sweat is runnin' down your neck
All your praying for's to stop your body breakin' up.
Oh your heart is pumpin' gonna soon explode
Got to fight the horror of this mental load." - Judas Priest
Salvador Dali Tarot Card - "Death"

Escher a Roma

Roma Chiostro del Bramante dal 20 settembre 2014 al 22 febbraio 2015


Thoughts and words: Marcel Duchamp


I murales di Inti

Inti prende il suo nome dal Dio Inca del sole e dalla parola corrispondente in lingua quechua. Un omaggio alle sue origini cilene. I suoi murales colossali pulsano dei colori vividi e hanno l'energia misteriosa e vitale della cultura sudamericana. Tecnicamente sono perfetti, controllati, sorprendenti - e parlano di vita, morte, antiche religioni e sono dominate da personaggi molto originali. Personaggi che mescolano gli Inca, i contadini, i cattolici, i rivoluzionari - insomma le figure mitiche della cultura cilena - in versione mutante. Evidente che l'arte di INTI sia anche "politica".

https://www.facebook.com/INTI.INTI.INTI


















































































Wednesday, September 3, 2014

Burning Man Festival 2014

Si è concluso il primo settembre quello che è stato definito dagli organizzatori il più grande festival all’ aperto del Nord America, uno dei più originali e interessanti del mondo nato nel 1991.
Ogni anno i partecipanti del Burning Man Festival invadono parte del Black Rock Desert del Nevada.
Quest' anno ha richiamato circa 65.000 persone, riunite a formare una sorta di città provvisoria popolata da artisti, performers e partecipanti in arrivo da ogni parte del mondo. 
Ossimoro festivaliero, Burning Man, rappresenta una sorta di “anarchia regolamentata“: se da un lato offre a ognuno la libertà di organizzare un’esibizione, un concerto o un workshop coinvolgendo gli altri abitanti della città temporanea, dall’ altro la Black Rock City ha regole ben precise.
 L’unica forma di scambio accettata è il baratto, non si possono scattare fotografie, se non dopo aver richiesto un’autorizzazione, è proibito girare in macchina e ognuno deve allestire il proprio alloggio, spesso una tenda o un caravan.
Il nome Burning Man Festival deriva dalla tradizione di incendiare un grande fantoccio di legno durante l’ultima serata.



ELLA & PITR

Street Art

Gli artisti francesi Ella & Pitr (ovvero i Papiers Peintres) arrivano da Saint Etienne e ha un'idea della street art molto sui generis. Mentre la maggior parte degli artisti amano le grandi pareti perché significa potere essere visti da molte persone, loro amano il suolo o i tetti. Opere di grandi dimensioni che si possono godere soprattutto guardandole dall'alto.
















































Tuesday, September 2, 2014

Zlatko Smiljanić - The Raven by Edgar Allan Poe



"Then this ebony bird beguiling my sad fancy into smiling
By the grave and stern decorum of the countenance it wore,—
"Though thy crest be shorn and shaven, thou," I said, "art sure no craven,
Ghastly grim and ancient Raven wandering from the Nightly shore:
Tell me what thy lordly name is on the Night's Plutonian shore!" 
Quoth the Raven, "Nevermore."

(Artist: Zlatko Smiljanić)



Valley Vista

Valley Vista: 

arte nella valle di San Fernando, CA. 1970-1990


August 25 - October 11, 2014

Valley Vista: arte nella valle di San Fernando, ca. 1970-1990 esamina per la prima volta il contributo unico della valle di San Fernando di storia dell'arte di Los Angeles '. La mostra e il suo look catalogo che accompagna al di là degli stereotipi della Valle come poco più di un deserto culturale di periferia, e, invece, offrono una narrazione alternativa che documenta il ruolo ancora rilevante non riconosciuta della Valle emergere di Los Angeles come centro di attività di arte contemporanea.

Sunday, August 31, 2014

Il volto erotico della fotografia digitale

Il volto erotico della fotografia digitale. 

Parla Andrea Simoncini Gibson


MARC CHAGALL - retrospettiva 1908-1985

MARC CHAGALL - retrospettiva 1908-1985

MILANO, PALAZZO REALE DAL 17 SETTEMBRE 2014 AL 1 FEBBRAIO 2015






















La mostra "Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985" che si aprirà il 17 settembre a Palazzo Reale di Milano è la più grande retrospettiva mai dedicata in Italia a Marc Chagall, con oltre 220 opere – prevalentemente dipinti, a partire dal 1908, data in cui Chagall realizzò il suo primo quadro, Le petit salon, fino alle ultime, monumentali opere degli anni ‘80 – che guideranno i visitatori lungo tutto il percorso artistico di Marc Chagall, accostando, spesso per la prima volta, opere ancora nelle collezioni degli eredi, e talvolta inedite, a capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo, quali il MoMa, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Museo Nazionale Russo di S. Pietroburgo, il Centre Pompidou, oltre a 50 collezioni pubbliche e private che hanno generosamente collaborato.
All'interno di un rigoroso e completo percorso cronologico, la mostra si articolerà in sezioni, partendo dalle opere degli esordi realizzate in Russia; durante il primo soggiorno francese, e il successivo rientro in Russia fino al 1921; con l'autobiografia scritta da Chagall al momento del suo definitivo abbandono della Russia, si aprirà il secondo periodo del suo esilio, prima in Francia e poi, negli anni '40, in America dove vivrà anche la tragedia della morte dell'amatissima moglie Bella; con il rientro in Francia e la scelta definitiva di stabilirsi in Costa Azzurra Chagall ritroverà il suo linguaggio poetico più disteso, rasserenato dai colori e dall'atmosfera del Midi. 
La mostra Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985 è promossa dal Comune di Milano-Cultura, è organizzata e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, Arthemisia Group e GAmm Giunti, è ideata da Claudia Zevi & Partners e curata da Claudia Zevi con la collaborazione di Meret Meyer
#ChagallMi

Per info e prenotazioni:
T. +39 02 54911
http://www.ticket.it/chagall/

Art Surreale da Andrey Bobir

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Henri de Toulouse-Lautrec, al MoMA

Dal 26 luglio al 22 marzo 2015

Henri de Toulouse-Lautrec, al MoMA

Una mostra espone oltre 100 opere di uno degli artisti più famosi della Belle Époque, che raccontò i cabaret e la vita bohémien della città











Dal 26 luglio al 22 marzo 2015 sarà allestita al Museum of Modern Art (MoMA) di New York la mostra The Paris of Toulouse-Lautrec: Prints and Posters, dedicata a uno dei più famosi artisti francesi della Belle Époque.
Henri de Toulouse-Lautrec (1864–1901) era nato in un’antica famiglia nobile francese e sin da giovane si era interessato alla pittura allontanandosi sempre di più dall’ambiente aristocratico e conservatore in cui viveva, probabilmente anche a causa dei problemi di salute e alle malattie genetiche dovute ai rapporti tra consanguinei, frequenti nella sua famiglia. Fu in parte la sua condizione che lo portò a interessarsi alle persone ai margini della società e a rappresentare la figura umana con tratti nervosi e tormentati.
In poco tempo divenne uno degli illustratori e disegnatori più richiesti di Parigi: gli vennero commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, i balletti e gli spettacoli dei café-concert – cioè i locali dove si poteva bere qualcosa e assistere a un concerto e altre performance – oltre che illustrazioni di importanti riviste dell’epoca, come la satirica Le Rire. Lautrec contribuì a rendere popolare il linguaggio delle avanguardie di fine Ottocento facendolo conoscere al grande pubblico con poster, stampe, litografie e illustrazioni, e rappresentò anche un ponte di collegamento tra la buona società dell’epoca e la vita bohémien di ballerine, scrittori, intellettuali, cantanti, e anche prostitute che affollavano i locali di Montmartre. I suoi disegni – stilisticamente ispirati alle stampe giapponesi ukiyo-e del periodo Edo (tra il XVII e il XX secolo) – raccontano molti aspetti della vita parigina: la politica, i movimenti culturali, i divertimenti dei ceti popolari e la nascita di forme di intrattenimento come i café-concert e i cabaret.
La mostra espone oltre 100 opere – poster, litografie, stampe e libri illustrati – quasi tutte conservate al MoMA, ed è la sua prima retrospettiva organizzata dal museo negli ultimi 30 anni. Curata da Sarah Suzuki, è organizzata in cinque sezioni tematiche, che mostrano argomenti particolarmente frequenti nel lavoro di Lautrec e utili per immaginare la Parigi in cui viveva. Una sezione è dedicata ai café-concerts, alle sale da ballo e ai locali notturni, come il celebre Moulin Rouge. Un’altra mostra attrici, cantanti e ballerine, come la cantante e attrice Yvette Guilbert, la ballerina Loie Fuller e l’amica Jane Avril, a cui si aggiunge un gruppo di opere dedicate alla vita delle prostitute, spesso ritratte assorte durante le pause dal lavoro. Un’altra sezione evidenzia il ruolo di Lautrec nel mondo artistico che frequentava, raccogliendo i manifesti pubblicitari per gli spettacoli, i poster per i teatri di avanguardia, e le illustrazioni per giornali e riviste letterarie. E infine, un ultimo gruppo di opere mostra i divertimenti e i piaceri di Parigi, dalle corse dei cavalli a Longchamp, alle passeggiate sul Bois de Boulogne, al pattinaggio su ghiaccio e al raffinato cibo parigino.